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venerdì 26 aprile 2019

Giornata bellissima a Cà di Malanca con Nunziatina e Marescotti. "La ragazza ribelle" conquista anche giovani e giovanissimi



Giovedì 25 aprile sono saliti in un migliaio fin lassù, a Cà di Malanca, ai 721 metri di altitudine della vetta appenninica, sul crinale che divide le valli del Lamone e del Sintria, la Romagna dalla Toscana. E molti, moltissimi erano giovani. In tanti si sono arrampicati a piedi, dal fondovalle o da Croce Daniele, dove finisce la strada comunale asfaltata. Altri in auto, percorrendo l'ultimo ripido tratto che porta alla casa che  ospitò i partigiani tra l'autunno del 1943 e l'autunno 1944, fu sede di alcuni battaglioni della 36esima Brigata Garibaldi "A. Bianconcini" comandata da Luigi Tinti, "Bob" e teatro di una delle più cruente battaglie tra truppe tedesche e combattenti per la libertà, che oggi ospita un importante Centro di documentazione sulla Resistenza. Cà di Malanca non è solo uno dei luoghi simbolo della Resistenza. E' un luogo dell'anima oltre che della memoria: come Monte Sole, come la casa dei fratelli Cervi a Gattatico. Ed è anche un posto bellissimo, con i suoi boschi, i suoi prati, la splendida visuale che da lì si ha sulla catena appenninica e sulle valli.

A centinaia tutti gli anni vengono qui a festeggiare il 25 aprile, la Liberazione dall'occupazione tedesca e dal nazi-fascismo, la fine della guerra, la conquista della libertà e della democrazia. Quest'anno erano di più. Venuti a incontrare Annunziata Verità, la mitica Nunziatina, uno degli  ultimi testimoni viventi di quel periodo, della brutalità del fascismo; venuti ad ascoltare il racconto della sua straordinaria e quasi incredibile vicenda umana e politica pubblicato nel libro "La ragazza ribelle" (Carta Bianca Editore, 128 pagine con ricco inserto fotografico, prezzo di copertina 15 euro). Il libro è il romanzo rocambolesco ma straordinariamente reale ispirato alla storia di una piccola grande donna romagnola. La vita quasi mitologica di Annunziata Verità, antifascista fin dal'adolescenza, fidanzata prima e compagna poi di due figure simbolo della lotta contro la tirannide (Marx Emiliani, nome di battaglia Max, giustiziato a Bologna alla fine del 1943, e il perseguitato politico Riccardo Donati, Barisan), staffetta partigiana, condannata a morte e fucilata a soli 18 anni, sopravvissuta all'esecuzione fingendosi morta sotto i cadaveri di altri quattro sventurati finiti davanti al plotone di esecuzione assieme a lei. Poi, ferita ed esausta, con i repubblichini alle calcagna, in fuga avventurosa fino a raggiungere le formazioni partigiane in montagna e la miracolosa salvezza. Una storia che evidenzia anche il ruolo di primo piano - troppo a lungo sottovalutato - delle donne nella Resistenza.



"La ragazza ribelle" narra la vicenda umana e politica di una "donna coraggio" che dopo la fine della guerra prima va a testimoniare in decine di processi contro i criminali in camicia nera, poi, lei così piccola e minuta, va a cercare di persona i suoi aguzzini rimessi troppo presto in libertà, li trova, li affronta senza paura, li spaventa e li mette in fuga. E' la storia "della donna che visse due volte", come ha scritto Gabriele Albonetti nella sua bella prefazione riecheggiando il classico della letteratura gialla di Boileau e Narcejac e il famosissimo film di Hitchok. Una donna diventata icona dell'antifascismo e della Resistenza, e che nel dopoguerra - con le sue scelte amorose fuori dagli schemi, il lavoro da bidella al liceo, le immagini pubblicate nel libro di lei alla guida della Vespa, a cavallo, in minigonna - sarà testimone del percorso di emancipazione femminile verso l'eguaglianza e la parità di diritti che farà poi grandi passi avanti nel decennio riformatore degli anni Settanta.



A Cà di Malanca, dopo il "pranzo del partigiano" (400 pasti serviti ai tavoli, ma in centinaia hanno mangiato al sacco nei prati che circondano l'edificio) c'è stata la celebrazione ufficiale, con l'inaugurazione della bandiera di Cà di Malanca (una goccia di memoria che bagna i petali di una rosa, realizzata dagli studenti delle classi IIA e IIB coordinati dall'insegnante Beatrice Ferrari, dell'Istituto Persolino-Strocchi di Faenza), gli interventi dei dirigenti dell'ANPI (Franco Conti e Sauro Bacchi) e del vice sindaco e assessore alla cultura di Faenza, Massimo Isola. Poi la presentazione del mio libro, con una emozionata Nunziatina sulla sua carrozzina, la giovane storica Chiara Cenni a coordinare il dialogo con l'autore e l'attore Ivano Marescotti che ha letto con grande maestria ed efficacia alcune delle pagine più drammatiche de "La ragazza ribelle" facendo commuovere tutti. Alla fine in tanti sono andati a stringere la mano e ad abbracciare Nunziatina, chiedendole la firma sulle copie del libro. C'era anche la Rai, che l'ha intervistata e ha realizzato due servizi sulla festa della Liberazione a Cà di Malanca. La musica del Trio Bella Ciao ha concluso la manifestazione, con la gente che in coro cantava la canzone simbolo del partigiano e batteva le mani. Una giornata davvero bellissima ed emozionante.  


"La ragazza ribelle" - credo di poterlo dire senza falsa modestia - è un libro, una storia che prende. Andava scritta. E sono molto felice di averlo fatto e di vedere che conquista il cuore e la mente delle persone, anche di quelle più giovani. 
Il 15 aprile a Faenza, la città di Nunziatina, nell'ex chiesa barocca di Santa Umiltà ora splendido Auditorium del Liceo Scientifico e Classico "Torricelli", dove lei ha fatto la bidella per un quarto di secolo, sono venuti in tanti ad ascoltare la sua storia. La prof Gloria Ghetti, moglie dello scrittore Maurizio Maggiani (Premi Strega e Campiello), che ha promosso l'iniziativa, non voleva che gli studenti delle quinte classi partecipassero per "dovere didattico". Così l'ha organizzata al pomeriggio, affinché si sentissero liberi di partecipare o meno. Ebbene, l'auditorium si è riempito di ragazzi che hanno l'età di quando Annunziata Verità, per tutti Nunziatina per quel suo corpo piccolo ed esile, fu condannata a morte e fucilata dai fascisti della Brigata Nera faentina. La prof ha fatto coordinare l'incontro a una studentessa, Giulia, che aveva già letto il mio libro "La ragazza ribelle" ispirato alla storia al limite dell'incredibile della protagonista, le era piaciuto e aveva imposto a sua madre di leggerlo: una cosa che mi ha colpito, perché di solito è il contrario che accade. E Giulia il 25 aprile è andata in diretta sul programma di Radio 3 "Tutta la città ne parla", ed è stata bravissima a spiegare perché quella storia  ha conquistato i ragazzi come lei. Quelli che erano all'Auditorium hanno seguito con attenzione la presentazione, in rigoroso silenzio, commossi. Nunziatina, che oggi ha 93 anni e ha partecipato con gioia a quell'incontro, anche lì seduta sulla sua carrozzina, si è emozionata a sentire raccontata quella sua vita da film. E' riuscita a dire poche cose, ma ad ogni suo breve intervento nell'Auditorium si respirava l'affetto e l'abbraccio di tutti i ragazzi a quella nonna così speciale. Alla fine qualcuno le ha chiesto: "Lei che ha vissuto quella incredibile esperienza cosa vorrebbe dire ai diciottenni di oggi, a quelli che sono qui". E lei, senza esitazione: "Abbasso il fascismo. Viva il 25 aprile". E' seguito un grande applauso.



Due giorni dopo a Sassuolo, nella grande Aula magna dell'Istituto "Volta", Nunziatina non ce l'ha fatta ad esserci, ma la sala era comunque affollata di studenti delle quinte classi dell'Istituto tecnico "Alberto Baggi" venuti all'incontro promosso dal prof di lettere, Corrado Chiarello, e a seguire con attenzione la mia presentazione del libro e la lezione sulla Resistenza dello storico Francesco Maria Feltri. Altre scuole dell'Emilia-Romagna si sono fatte avanti, altri incontri seguiranno, il primo il 31 maggio con gli alunni delle terze medie delle "San Rocco" di Faenza. Sono iniziative che confortano nella fase di rimozione della storia e ritorno ai fantasmi del passato (intolleranza, razzismo, antipolitica, voglia dell'uomo solo al comando) che stiamo vivendo. Coltivare la memoria è cibo per la pace. E rincuora l'interesse e la partecipazione dei diciottenni di oggi per questa storia di memoria e coraggio. Una partecipazione che a me è sembrata politica prima che sentimentale, anche se la parola politica è probabilmente tabù per molti di quei ragazzi.



Nelle prossime settimane altri incontri con i ragazzi (il prossimo il 31 maggio con le terze nedie delle scuole San Rocco di Faenza) e altre presentazioni seguiranno. Ne sono programmate fino al prossimo settembre. Nunziatina è diventata una star, tutti la vorrebbero. Lei, a 93 anni, non può andare a tutte. Ma a quelle con i ragazzi sì, lì non vuole mandare: "Studiate la storia - dice - pensatela come volete, mai più il fascismo". E quando se li vede attorno, interessati, coinvolti, sul volto le si accende finalmente un sorriso.

















giovedì 11 aprile 2019

Sul Titano a raccontare per "L'Italia del Giro" quando San Marino era comunista e per rovesciare il "governo dei rossi" gli Usa e la Dc organizzarono un colpo di Stato


L'intervista con Edoardo Camurri per "Viaggio nell'Italia del Giro", andata in onda domenica 19 maggio su Rai 2 e Rai Storia


Sei anni fa, il 12 aprile 2013, presentai al Teatro Titano di San Marino, con Sergio Zavoli, "Gli intrighi di una Repubblica"(Pendragon editore), il libro che racconta di quando, nel primo dopoguerra, la Repubblica più antica del mondo era diventata l'avamposto del comunismo in Occidente e uno dei simboli della Guerra Fredda. E per porre fine al governo dei "rossi" fu addirittura ordito un colpo di Stato con la regia della Casa Bianca e dall'allora giovane vice presidente Richard Nixon.

Sembra incredibile dirlo oggi, ma andò proprio così. Le sinistre unite continuavano a vincere tutte le elezioni, anche dopo il 1948. La Dc di Fanfani, Scelba e Bigi a San Marino - nonostante il governo italiano facesse di tutto per strangolare economicamente quello dei rossi sammarinesi - non riusciva a scalzare i social-comunisti. Gli Stati Uniti premevano per far finire quell'anomalia impedendo tra l'altro il pagamento a San Marino dei danni di guerra provocati da un bombardamento degli Inglesi.

Dall'altra parte, coi social-comunisti sammarinesi si schierarono figure simbolo del socialismo come Ho Chi Minh, Zagladin, Togliatti, Nenni, Calamandrei, mentre il segretario del Partito comunista sammarinese Giacomoni, gran combattente ma quasi analfabeta, veniva accolto come una star e invitato a parlare alla tribuna dei principali congressi del Comintern. 

La piccola Repubblica, per finanziarsi e sopravvivere all'embargo Occidentale, arrivò ad aprire nel 1948 un Casinò che ebbe un enorme successo (arrivavano con i pullman dalla Riviera), tanto che Scelba - sollecitato dal Vaticano - ordinò il blocco dei confini mandando per due anni polizia e carabinieri a presidiarlo, finché il governo sammarinese fu costretto a chiudere la casa da gioco. 

Alle elezioni del 1955 pareva che la vittoria dei democristiani sui socialcomunisti fosse a portata di mano, e per agevolarla la Dc e gli Usa spinsero un imprenditore sammarinese emigrato in America - Giovanni Michelotti, personaggio straordinario che per ben 25 anni sarebbe poi stato i deus ex machina e vice di Torriani del Giro d'Italia - a organizzare il rimpatrio dei suoi connazionali per votare Dc. Michelotti lo fece, riempì un charter, ma alle elezioni rivinsero i rossi e a quel punto nessuno pagava più il viaggio di ritorno agli emigrati, che furono costretti ad attendere il volo per un paio di mesi, ospiti in una residenza del Vaticano a Roma.   
  
Così per riuscire a rovesciare il governo legittimo del Titano fu infine organizzato - tra agosto e ottobre del 1957 - un vero e proprio colpo di Stato, pianificato all'ambasciata americana di Firenze con la regia della Cia e dell'allora vice presidente Nixon. Vennero corrotti e convinti a passare dall'altra parte alcuni socialisti: quello decisivo fu tal "Piciulà", che portò la minoranza a diventare maggioranza e fu poi ricompensato con la proprietà della casa statale dove prima abitava in affitto e un lavoro da cantoniere. 

Nella notte del 31 settembre 1957 a Rovereta, al confine tra San Marino e Italia, venne insediato un governo fantoccio che Italia, Stati Uniti e altri paesi Occidentali si affrettarono a riconoscere, con il governo italiano che mandò i blindati dell'esercito a presidiarlo, la polizia e i carabinieri a bloccare nuovamente i confini della piccola Repubblica, fino alla resa dei "rossi", a metà ottobre.

La presentazione del libro a San Marino andò molto bene, così come quella organizzata in precedenza a Rimini, sempre con Sergio Zavoli come ospite d'onore e autore della prefazione (a lui sono molto grato per l'aiuto che mi ha dato a ricostruire quella storia). E anche il libro è andato bene. Tuttavia, mi sarei aspettato che su una vicenda al limite dell'assurdo come quella, perlopiù semisconosciuta in Italia, qualcun altro ci lavorasse sopra, rilanciasse la storia, chessò, che un regista decidesse di farci un film o almeno un docufilm. Invece non è successo. 

In compenso nei giorni scorsi mi ha cercato Edoardo Camurri - giovane e brillante giornalista, scrittore, conduttore televisivo e radiofonico Rai - e mi ha invitato a raccontare un po' di quella storia per la trasmissione di Rai 3 "Viaggio nell'Italia del Giro", in occasione della tappa del Giro Rosa che arriverà sul monte Titano. Questa mattina (giovedì 11 aprile) sono andato a girare l'intervista nella Prima Torre di San Marino, la "Rocca Guaita" dove nel medioevo si rifugiava il popolo durante gli assedi. L'intervista andrà in onda il 19 maggio, giorno della tappa sammarinese. Camurri mi ha detto che alla fine dell'intervista potevo anche esprimere un desiderio davanti alla telecamera: l'ho espresso. Chissà che ora a qualcuno non venga in mente di girarlo quel film su quella storia incredibilmente fantastica. Non si sa mai. 

mercoledì 27 marzo 2019

L'omaggio di Faenza alla "ragazza ribelle": tanta gente, calore e commozione alla prima presentazione del libro

E' stata una serata di quelle che non si dimenticano, che mi porterò dentro per sempre. E la cosa più bella è stato vedere l'abbraccio caloroso e affettuoso dei presenti, ma credo di poter dire della sua città, a Nunziatina. Lei era vestita elegante, con la sua immancabile giacca rossa, i capelli freschi di parrucchiera, il fazzoletto dell'Anpi al collo. Ed era emozionata, molto emozionata. Non se lo aspettava quel grande abbraccio, tutto quell'affetto. Non ce l'ha fatta a parlare. Ma è stato bellissimo vederla firmare parecchie copie del libro, prestarsi alle diverse richieste di selfie dei suoi concittadini. La vera star della serata, com'era giusto che fosse. Che coglieva il meritato riconoscimento alla sua vita da partigiana (sempre) e alla sua storia da film.





Era emozionata ma felice, Nunziatina . Oggi, con la complicità di sua nipote Federica, mi ha scritto un messaggio di ringraziamento commovente. Come commovente è stata tutta la presentazione di ieri, martedì 26 marzo, nella sala del Consiglio comunale di Faenza. La sala era strapiena. Si respirava emozione, partecipazione, vicinanza. In tanti sono voluti venire a salutare Nunziatina e a scoprire la storia de "La ragazza ribelle" che molti conoscevano ma solo un poco, a pezzetti. Su di lei, piccola grande donna coraggio, aleggiava, da una parte, un'aura quasi mitologica per quella storia incredibile di una ragazza di 18 anni sopravvissuta alla fucilazione e anche al colpo di grazia della squadraccia fascista che l'aveva condannata a morte per l'agguato a un repubblichino al quale lei, così come gli altri quattro civili fucilati assieme a lei, era del tutto estranea, ma che per i neri era comunque "colpevole di complicità con i ribelli" e perciò andava giustiziata; dall'altra parte, vigeva tra i tanti che l'hanno conosciuta, compresi quelli che le sono stati più vicini, una sorta di timore più umano che riverenziale di chiederle di ricordare, di descrivere cose, dettagli di quella sua esperienza allucinante. Così la sua storia per intero lei non l'aveva mai raccontata prima, anche perché non è facile raccontare per chi certi orrori li ha vissuti sulla propria pelle, e nessuno di conseguenza l'aveva mai scritta. Poi lei ha deciso di raccontarsi con me, non so bene perché, e il libro, se posso dirlo, senza alcuna vanteria, ha il merito di aver messo assieme tutti i pezzi, i detti e i non detti, le testimonianze e i riscontri documentali, e di aver ricostruito il mosaico, la memoria completa di quei fatti accaduti nella lontana estate del 1944 e che ora, visto quello che sta accadendo in Italia e nel mondo, sembrano un po' meno lontani. Questo, credo, è il motivo del successo dell'iniziativa e del libro.





La partecipazione e l'apprezzato intervento della presidente nazionale dell'Anpi, Carla Nespolo, così come il patrocinio del Comune di Faenza e il saluto del vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Isola, hanno dato maggior spessore e un giusto rilievo anche istituzionale alla serata. Chissà che non sia foriero anche di qualche riconoscimento formale ad Annunziata Verità, che non guasterebbe proprio. Gabriele Albonetti, autore della prefazione, è stato come al solito bravo a inquadrare il contesto e a mettere in rilievo, in particolare, non solo la figura di Nunziatina ma il ruolo delle donne nella Resistenza, troppo a lungo sottovalutato. A Sauro Bacchi e agli altri esponenti dell'Anpi di Faenza e dell'Associazione Cà di Malanca va il mio sentito ringraziamento per come hanno sostenuto la pubblicazione del libro e organizzato la presentazione di ieri. Un grazie anche all'Istituto storico della Resistenza, allo Spi-Cgil e all'Auser che hanno collaborato alla pubblicazione e diffusione del libro.





Che altro dire? Che adesso ci aspetta un bel tour. Parlo al plurale perché alle prossime presentazioni tutti vogliono la Nunziatina. Lunedì 15 aprile ci sarà l'incontro, chiesto dagli insegnanti, con le quinte classi del Liceo Scientifico di Faenza dove Annunziata Verità è stata per molti anni bidella. Per mercoledì 17 analoga richiesta è stata fatta dall'Istituto tecnico Alberto Baggi di Sassuolo. Poi il 25 aprile la festa della Liberazione a Cà di Malanca, quest'anno dedicata proprio alla "ragazza ribelle", con Ivano Marescotti che verrà a leggere brani del libro. Prima, domenica prossima, 7 aprile, alle 17, questa volta senza la Nunziatina, presentazione alle Librerie Coop nell'ex cinema Ambasciatori di Bologna, con Luca Bottura. A presto e ancora grazie a tutti. 







Qui trovate la rassegna stampa e video sul libro aggiornata:



giovedì 21 marzo 2019

"La ragazza ribelle", martedì 26 marzo la "prima" a Faenza con Nunziatina e la presidente nazionale dell'Anpi, Carla Nespolo. La rassegna stampa e Tv sul libro, il calendario delle presentazioni, le librerie e le edicole dove si può acquistare

Ci siamo quasi. Martedì 26 marzo, alle 18, nella sala del Consiglio comunale di Faenza, prima presentazione del mio nuovo libro "La ragazza ribelle", ispirato alla storia da film di Nunziatina, al secolo Annunziata Verità, icona della Resistenza faentina, oggi 93enne, che sarà presente all'iniziativa assieme alla presidente nazionale dell'Anpi, Carla Nespolo.



Altre presentazioni sono già in programma per aprile. Domenica 7 alle 17 sarò alla Libreria Coop Ambasciatori di Bologna assieme a un carissimo amico e collega ritrovato de l'Unità, che ne ha fatto di strada: Luca Bottura. Lunedì 15 aprile, sempre con Nunziatina, andremo a un incontro con le quinte classi del Liceo Scientifico F. Severi di Faenza, dove lei è stata per anni la più mitica delle bidelle. Mercoledì 17 aprile altro incontro con gli studenti, a Sassuolo, questa volta le quinte classi dell'Istituto tecnico Alberto Baggi.
Il 25 aprile saremo in uno dei luoghi simbolo della Resistenza in Romagna: Cà di Malanca, che dedicherà la festa della Liberazione proprio a Nunziatina, con la partecipazione di un grande artista e personaggio, Ivano Marescotti, che leggerà brani del libro.



Quella di Nunziatina è davvero una storia al limite dell'incredibile. "Se la vita fosse un romanzo si potrebbe intitolare la donna che visse due volte, come il celebre film di Hitchcock", ha scritto Gabriele Albonetti nella sua bella e generosa prefazione. Ma la rocambolesca vicenda umana e politica di Annunziata Verità è straordinariamente reale. La storia avvincente di una piccola grande donna che evidenzia, tra l'altro, il ruolo di primo piano, troppo a lungo sottovalutato, giocato dalla componente femminile nella Resistenza. E' la vita quasi mitologica di una ragazza ribelle che aderì giovanissima alla lotta contro il fascismo, fu fidanzata di uno dei primi coraggiosi combattenti faentini, Marx Emiliani, nome di battaglia Max (il primo "ribelle" fucilato al poligono del Reno a Bologna alla fine del 1943, dopo l'occupazione tedesca dell'Italia e la nascita della Repubblica di Salò), amica di Silvio Corbari, staffetta partigiana; poi, nel dopoguerra, compagna di un'altra figura quasi epica dell'antifascismo faentino, Riccardo Donati, Barisan.



Condannata a morte e fucilata a soli 18 anni dai fascisti della terribile Brigata Nera faentina guidata dal giovane e spietato Raffaele Raffaeli, scampata incredibilmente all'esecuzione fingendosi morta sotto i cadaveri di altri quattro sventurati finiti davanti al plotone di esecuzione assieme a lei, in fuga avventurosa fino a raggiungere le formazioni partigiane in montagna e la quasi miracolosa salvezza. E dopo la fine della guerra, "donna coraggio", testimone in decine di processi contro i suoi aguzzini, lei piccola e minuta che li va a cercare, li affronta senza paura, alcuni li trova, li spaventa e li mette in fuga.

"La ragazza ribelle - Annunziata Verità: storia amori e guerra di una sopravvissuta alla fucilazione fascista" (Carta Bianca Editore, 128 pagine con ricco inserto fotografico, prezzo di copertina 15 euro), è pubblicato in collaborazione con Anpi Faenza, Associazione Cà di Malanca, Associazione Aurora, Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea in Ravenna e provincia, Spi-Cgil e Auser di Faenza.

Questo il programma dettagliato dell'anteprima di martedì 26 marzo a Faenza (Sala Consiglio comunale ore 18). Presiederà l'iniziativa Sauro Bacchi, presidente della sezione Anpi di Faenza. Interverrà Massimo Isola, vice sindaco e assessore alla cultura del Comune di Faenza. Dialogherà con me, Gabriele Albonetti, autore della prefazione al libro. Concluderà la presentazione l'intervento di Carla Nespolo, presidente nazionale dell'Anpi. Sarà presente Annunziata Verità. Vi aspettiamo numerosi.

Qui l'elenco delle librerie e delle edicole dove si può acquistare il libro:

LIBRERIE COOP:
Ambasciatori a Bologna; Centro Lame Bologna; Centro Nova a Villanova di Castenaso; Leonardo a Imola; Globo a Lugo; Esp a Ravenna,

LIBRERIE FAENZA:
Bottega Bertaccini, Corso Garibaldi; MobyDik, via XX Settembre; Sorelle Resta, Corso Mazzini; Libreria Mondadori (ex Incontro) in Corso Saffi.

EDICOLE FAENZA:
Edicola Stazione; Edicola delle Ceramiche, viale delle Ceramiche; Edicola dell'Ospedale, Corso Mazzini.

LIBRERIE ED EDICOLE COMUNI LIMITROFI:
Edicola Spignoli Brisighella, via Naldi 31; Cartolibreria Wonderland Brisighella, via Roma; Cartolibreria Tommy, Piazza Fanti Castel Bolognese; Cartolibreria del Corso a Riolo Terme, Corso Matteotti.

Il libro si può acquistare anche tramite Internet: è infatti disponibile nelle principali librerie on line e su Amazon. 

Per chi è scomodo e preferisce averlo a casa per posta (con spese postali a carico), può rivolgersi direttamente all'editore Cartabianca scrivendo alla seguente mail cartabiancaeditore@virgilio.it, oppure al sottoscritto visani57@gmail.com.

Presto ci sarà anche una versione e-book del libro: vi dirò quando, come e dove.

A questo link La rassegna stampa e tv sul libro




mercoledì 6 marzo 2019

La rassegna stampa e video su "La ragazza ribelle": I servizi della Rai, l'intervista a E' Tv, la lettura di Ivano Marescotti a Cà di Malanca, gli articoli su Repubblica, Resto del Carlino, Corriere di Romagna, Globalist, Strisciarossa e altri




Qui i link ai servizi del TG Rai dell'Emilia-Romagna del 25 aprile:

Il Tg Rai delle 19.30

Il Tg Rai delle 14

Il video della lettura di Ivano Marescotti a Cà di Malanca

Qui le foto delle interviste alla Nunziatina uscite su Repubblica nazionale il 24 aprile (Michele Smargiassi) e sul Resto del Carlino Ravenna (Carlo Raggi) il 25 aprile, e l'articolo di annuncio su Consumatori:







Qui i link agli articoli usciti alla vigilia del 25 aprile, in vista della presentazione del libro con Ivano
Marescotti e Chiara Cenni a Cà di Malanca, su Repubblica, Globalist, Corriere di Romagna, Consumatori, Faenza Notizie, Ravenna Today, Buonnseso, Gagarin:

L'incipit dell'intervista a Nunziatina su Repubblica

Globalist

Corriere di Romagna

Faenza Notizie

Ravenna Today

Buonsenso Faenza

Gagarin

Sabato Sera del 6 maggio 2019

La recensione di Andrea Guermandi su Consumatrici.it del 16 maggio

La recensione nella rivista dell'Ordine dei giornalisti


Qui l'articolo di Consumatrici prima della presentazione alla Libreria Coop Ambasciatori di Bologna, domenica 14 aprile, con Luca Bottura:

Consumatrici


Qui i link: l'intervista a Buongiorno Regione dal minuto 13.30 al minuto 19, il servizio del Tg dell'Emilia-Romagna al minuto 13,20, il servizio al Gr delle 12.10 al minuto 10,30.

L'intervista Rai a Buongiorno Regione del 6 marzo 2019

Servizio al GR Rai delle 12.10 del 6 marzo 2019

Intervista a E' Tv di domenica 10 marzo 2019

Il Servizio al Tg 3 Rai del 6 marzo 2019


Qui gli articoli usciti sul Resto del Carlino il 25 febbraio, su Repubblica l'8 marzo 2019 e l'intervista sul Corriere di Romagna di martedì 26 marzo.







E qui i link agli articoli pubblicati da Globalist, Strisciarossa e Gazzette Romagna on line.



domenica 3 marzo 2019

Primarie, al gazebo per Zingaretti aspettando Godot



Ero molto indeciso, più per il no che per il sì. Sono all'antica, di quelli che pensano che il segretario di un partito lo devono eleggere gli iscritti e i militanti di quel partito. E io non lo sono, non sono mai stato iscritto al Pd e negli ultimi anni non l'ho votato. Poi c'era quella formula ambigua: possono votare anche i non iscritti purché si riconoscano nella politica del Pd. E io non mi ci sono mica riconosciuto in questi anni. 

Poi alla fine sono andato. La signora al banco del seggio mi ha tolto dall'imbarazzo: "Ti conosco, ti seguo su Facebook". Non mi ha chiesto il documento, non ho dovuto sottoscrivere alcun manifesto politico, mi ha fatto firmare solo il registro degli elettori del Comune e versare i due eurini. 

Ho votato la persona non il partito. Ho votato Zingaretti. Se vincerà, perché io voti anche il Pd dovrà cambiarlo molto, convincermi, dire e fare cose di sinistra, elaborare un pensiero lungo per un'Italia diversa: sinceramente europeista e internazionalista, pacifica, con meno disuguaglianze e maggiore giustizia sociale e fiscale, più umana e solidale, antifascista e antirazzista, che sa investire sui giovani, le donne, l'ambiente, le differenze. 

Un auspicio. Probabilmente un'utopia. Una speranza non so quanto fondata. Ma un segnale contro chi sta portando questo Paese al disastro, contro i seminatori di odio, i populisti della domenica e gli sprovveduti discepoli del "vaffa", ho pensato che bisognava darlo. Zinga, vinci e non farmi pentire.

giovedì 21 febbraio 2019

"La ragazza ribelle", in libreria l'ultimo mio libro ispirato alla incredibile storia umana e politica di Annunziata Verità, la mitica Nunziatina

Ci siamo. Il libro ispirato alla straordinaria e incredibile vicenda umana di Annunziata Verità, per tutti Nunziatina, è stampato e comincia a essere presente nelle librerie. Si intitola "La ragazza ribelle", che è rappresentata molto bene dalla bella foto di copertina che mostra una grintosissima Nunziatina al mare, tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Il sottotitolo è il seguente: "Annunziata Verità: storia, amori e guerra di una sopravvissuta alla fucilazione fascista". L'editore è Carta Bianca di Faenza. Pagine 126 compreso un corposo inserto fotografico. In contro-copertina un'altra foto d'epoca: Annunziata che subito dopo la guerra pedala al fianco del suo nuovo compagno, Riccardo Donati, Barisan, figura epica dell'antifascismo faentino. Finito di stampare a febbraio, prezzo di copertina 15 euro, già reperibile nelle librerie di Faenza, tra pochi giorno lo sarà anche in altre librerie locali e nelle Librerie Coop di Romagna e Bologna. E' inoltre già prenotabile in tutte le principali librerie on line (IBS, Feltrinelle, Mondadori, Rizzoli, ecc.) oltre che su Amazon o, direttamente, all'autore e a Carta Bianca.



Nei giorni scorsi ho portato il libro alla Nunziatina, che oggi ha 93 anni ma è ancora bella arzilla e lucida. Avevo raccolto a più riprese la sua testimonianza, i suoi racconti che sono l'ossatura del libro, ma non le avevo fatto leggere le bozze. Avevo avvertito la nipote, Federica, ma all'Annunziata ho voluto fare una sorpresa. L'ho chiamata e le ho detto: "Domani ti vengo a trovare". Ci sono andato con mia figlia Ilaria (nella foto),




Gabriele Albonetti (autore della bellissima e generosa prefazione), Franco Conti e Sauro Bacchi dell'ANPI (che assieme alle Associazioni Aurora e Cà di Malanca, all'Istituto Storico della Resistenza e dell'età contemporanea in Ravenna e provincia, allo Spi-Cgil e all'Auser di Faenza sostengono la pubblicazione e la diffusione del volume), con un mazzo di fiori e il libro. Quando ha visto la copertina Nunziatina si è emozionata, ma era contenta. La nipote aveva portato i pasticcini, abbiamo fatto un brindisi. Subito dopo, però, mi ha detto: "Voglio poi vedere se hai scritto bene, e tutto quello che ti ho raccontato". Stamane l'ho richiamata: "L'hai letto?". "Sì, hai scritto bene". Sono felice che le sia piaciuto. Piace anche a me: di quelli che ho scritto è quello che mi piace di più. Le ho annunciato la prima presentazione, che faremo martedì 26 marzo, alle ore 18, nella sala del Consiglio comunale di Faenza, con la partecipazione di Gabriele Albonetti, di Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI e, naturalmente, di Annunziata Verità. Le ho detto: "Mi raccomando, ti voglio in forma e in ghingheri". E lei: "Ci sarò, se sono ancora viva".




Quella della Nunziatina è una storia pazzesca. "Se la vita fosse un romanzo o un film, quella di questa ragazza si potrebbe intitolare la donna che visse due volte, riecheggiando il classico della letteratura
gialla di Boileau e Narcejac e il relativo famosissimo film di Hitchcok - ha scritto Gabriele nella sua prefazione - ma la vicenda di Nunziatina è stata straordinariamente reale". Già. Il romanzo "naturale", rocambolesco, appassionante ma - per l'appunto - incredibilmente reale di una piccola grande donna che evidenzia anche - sottolinea ancora Albonetti - il ruolo di primo piano, troppo a lungo sottovalutato, svolto dalle donne nella Resistenza. La vita quasi mitologica di una ragazza ribelle, staffetta partigiana, scampata a 18 anni alla fucilazione, ma anche, nell'età adulta, la vita di una donna che ha continuato la sua personale e tenace battaglia per la giustizia, la libertà, l'emancipazione femminile. 


Condannata a morte per "complicità con i ribelli". Fucilata dalla Brigata Nera. Sopravvissuta fingendosi morta sotto i cadaveri di altri quattro sventurati giustiziati assieme a lei. La fuga avventurosa dai fascisti che vogliono "finire il lavoro", ferita ed esausta, fino a raggiungere prima il rifugio in montagna di Silvio Corbari (che pochi giorni verrà catturato e ucciso assieme ai suoi compagni a Cà Cornio), poi la formazione partigiana del GAP faentino, e quindi la salvezza. Poi, dopo la fine della guerra, la ricerca tenace dei suoi aguzzini, con lei piccola e minuta che li affronta senza paura, li spaventa, li mette in fuga. 

Ma anche le scelte amorose al di fuori degli schemi degli anni Quaranta e Cinquanta, "libera" e indipendente alla guida di una Vespa e in minigonna negli anni Sessanta, testimone dal suo posto di bidella al liceo del femminismo, della lotta per l'eguaglianza e la parità di diritti  che farà poi grandi passi avanti nel decennio riformatore degli anni Settanta. Infine, in età più avanzata, icona dell'antifascismo e della conservazione della memoria. Fino alla scelta di raccontare per intero, per la prima volta, a 93 anni, la sua incredibile vicenda umana e politica narrata e romanzata in questo libro.