Se non fosse lo specchio tragico della classe politica dirigente che ci ritroviamo in questi anni bui, sarebbe perfino divertente leggere le cronache delle porcherie leghiste e della dinasty bossiana. Anche perchè questa volta - ed è una novità rilevante - esse non emergono soltanto dalle intercettazioni telefoniche ma anche dalle testimonianze di persone che hanno vissuto da dentro le vicende del Carroccio: quella della segretaria personale del Senatur e quella della responsabile amministrativa della Lega. Testimonianze che rendono molto più credibili le accuse di ruberie sul finanziamemto pubblico rivolte dai magistrati ai "celoduristi forcaioli" del Nord, quelli del cappio agitato in Parlamento contro i disonesti della Prima Repubblica e di "Roma ladrona".
Dunque, se ho capito bene, il quadretto del "politburo", o se si preferisce della "famiglia allargata" leghista che emerge da carte e testimonianze - sintetizzando e brutalizzando un po' - è il seguente:
- Cerchio magico (ora declinato in tragico): una cerchia di persone ignoranti come capre, arrivisti e arroganti. Il primo esmpio lo diede il capo, che venne lasciato dalla prima moglie perchè usciva di casa con libri e stetoscopio dicendo che andava all'Università al corso di medicina e invece andava al bar. Degli altri, il più istruito aveva la terza media. La figura istituzionale più importante (Rosy Mauro) e l'aspirante successore del leader (Renzo Bossi, alias il Trota) si sono comprati diplomi e lauree in Svizzera con i soldi del partito, mentre il tesoriere lo faceva un buttafuori (il Belsito).
- Umberto Bossi: un capo finto, che non controlla più niente, che ormai è solo il simbolo del politico che fu e della Lega, completamente rincoglionito, in balia delle "sue" donne, dei suoi figli e di qualche colonnello più suonato di lui (come Calderoli, che di porcate e porcellum se ne intende).
- Manuela Marrone: la moglie è diventata il vero capo della baracca famigliare e politica. Come insegnante ha fondato e si fa finanziare dalla Lega (un milione di euro) la "sua" scuola privata Padana. Come moglie frustrata dorme su una brandina in mansarda circondata da svariati libri di magia e cartomanzia.
- Rosy Mauro: la vice presidente del Senato dal ghigno e dal fare più celodurista di tutti. Di lei si ricorda soprattutto l'esalirante sequenza a Palazzo Madama di "approvato" sugli articoli che nessuno aveva votato della Riforma Gelmini. Rosy "la nera" quando il capo si ammala si installa a casa Bossi nel ruolo di "badante" (politica?), poi si compra diploma e laurea in Svizzera con i soldi della Lega. E' sposata ma vive praticamente a casa Bossi, gira con l'amante giovane ex poliziotto e cantante da balera, e già che c'è fa comprare pure a lui diploma e laurea, facendolo poi assumere dal Senato come suo portaborse.
- Quattro figli uno più spiantato dell'altro: Riccardo, quello della prima moglie, che fa il pilota dilettante di rally e si fa protestare gli assegni; altri due, Roberto Libertà ed Eridanio Sirio (secondo voi è a posto un padre che chiama così i suoi figli?), che non hanno nè arte nè parte e vivono da mantenuti; il quarto, Renzo, il più suonato di tutti, viene promosso in politica dal padre. Come suo Delfino? "Macchè, al massino una Trota", dice l'Umberto: un marchio una garanzia, grazie papà. Il Trota diventa consigliere regionale a 12mila euro al mese, ma non gli basta. Perchè a lui piacciono le modelle e per averle fa come i calciatori: portafoglio gonfio e via andare. Così sfodera la villa, la casa a Londra per l'Università, il Bwv, l'Audi e la Smart pagate dal partito.
Che tristezza ragazzi. Ma con gente così, come vuoi che sia la politica. Viene da vomitare. E si alimenta l'antipolitica. Che però non è una soluzione. Perchè l'alternativa a queste porcherie non è l'antipolitica, ma la buona politica. L'alternativa a questi politici incapaci e ingordi non sono i tecnici, ma politici preparati e onesti. Chissà che con la caduta ingloriosa di Berlusconi e Bossi non si possa cominciare a crederci.
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