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sabato 26 settembre 2015

L'utopia seducente di Mauro Zani e della sua Coalizione civica per Bologna

In tutta onestà, io non credo che il progetto della Coalizione civica per Bologna che il “facilitatore” Mauro Zani – già segretario provinciale e regionale del Pci-Pds-Ds, presidente della Provincia, deputato nazionale e parlamentare europeo – sta cercando di costruire in vista delle elezioni comunali del prossimo anno, riuscirà a sfondare.

E' troppo il disincanto che la mala-politica ha dispensato negli ultimi tre decenni almeno. E' tanto l'anestetico inoculato da vent'anni di berlusconismo e antiberlusconismo. Ed è forte la delusione per una sinistra che s'è persa la forza e la memoria dei sui padri resistenti e non sa più fare quello che dovrebbe fare la sinistra, soprattutto a Bologna e in Emilia-Romagna: produrre nuove idee, programmi di governo all'altezza dei tempi e buona classe dirigente. Non i polli d'allevamento del partito che fu o le marionette dei poteri economici al comando che vediamo in giro, ma gente che creda nella politica, nell'interesse pubblico, nel bene comune; politici competenti, onesti, liberi, con gli attributi, per ridare a Bologna e all'Emilia-Romagna il ruolo e il prestigio che avevano, che si meritano ma che ultimamente si sono persi.

Detto questo, se si legge con onestà intellettuale la disamina di Mauro Zani sulla politica di oggi e il Pd, sul governo del popolo che non c'è più e l'amministrazione pubblica che c'è oggi a Bologna, è difficile per un cittadino di sinistra come me non essere d'accordo. E se si legge senza approcci ideologici il suo "manifesto" programmatico, non si può non apprezzarne lo spessore e non sottoscriverlo. In ogni caso, comunque la si pensi, non si può proprio non prendere atto che lui, Mauro Zani, "l'avanzo di politica fiero di esserlo", come egli stesso si definisce, col quella sua fama da "orso", il faccione burbero ma lo sguardo sempre penetrante, politicamente rimane di un'altra categoria.



L’intervento di Mauro Zani all’assemblea costitutiva della Coalizione civica per Bologna.
Da stasera , se lo vorrete, la Coalizione civica per Bologna esce dalla sua virtuale clandestinità. A tal fine chiediamo il mandato a costituire un’associazione volontaria, con i relativi organi direttivi , che avrà il compito di coordinare tutta la campagna elettorale, raccogliere i fondi necessari, indicare il candidato o la candidata, preparare e presentare la lista coalizione civica Bologna. Entro un mese, giorno più giorno meno, dobbiamo essere operativi a tutti i livelli in ogni quartiere. Il nostro obiettivo è quello di inaugurare una nuova stagione per Bologna. Non si tratta solo di sostituire un’amministrazione con un ‘altra. Ma di cambiare la visione stessa del fare amministrazione.

Non è cosa da nulla. Coi tempi che corrono è come scalare un’alta montagna poiché si tratta di stabilire , dopo un lunghissimo tempo, un rapporto vicinanza e di confronto e dialogo effettivi tra amministratori e cittadini. Nella condivisione di tante difficoltà e problemi. Cittadini consapevoli e attivi. Non pura merce da mercato elettorale. Ma soggetti di un’attenzione e di una vicinanza costante. Noi, tutti noi, al di là di ciò che fummo, nel bene e anche nel male, siamo anzitutto cittadini.
Avvertiamo acutamente la sofferenza della nostra comunità a partire dalla sua parte più esposta e debole. E ce ne vogliamo fare carico ricostruendo il senso di una piena cittadinanza.

C'era una volta Bologna

Da molti anni ormai in questa nostra città è tutto un fare e disfare, un dire e disdire. Un andazzo intollerabile causato dalla schizofrenia di un ceto politico che ha portato Bologna , prima sull’orlo di una crisi di nervi e poi ad un amaro disincanto con una comunità che si rinchiude su sé stessa e cerca altrove, fuori e contro la politica di sbarcare il lunario quotidiano.

Questo perché da troppo tempo chi amministra si limita a contrattualizzare , di volta in volta, rapporti con associazioni, poteri economici e lobbies varie in una mera logica di scambio politico. E’ ciò che sta accadendo anche in questi giorni. Al di fuori e al di là di un nitido quadro di riferimento pubblico.
Fai quel che vuoi entro la gabbietta che ti concedo, ma restituiscimi consenso nel momento elettorale.
Tale è il devastante messaggio della politica ai cittadini comuni. Chi è eletto pensa solo ad essere rieletto, non importa se in un deserto partecipativo. Non importa la quantità e qualità del consenso come dimostra in modo clamoroso l’esperienza delle elezioni regionali. Importa solo permanere in un posto di comando. Ormai perlopiù fittizio,da quando la politica, nel tempo della post democrazia, s’è liquefatta. Il potere decisionale si è spostato altrove. Ciò ha comportato a partire dal livello locale, a Bologna come altrove, un degrado progressivo del sistema pubblico cioè dello strumento principale per promuovere , difendere e innovare un welfare universalistico. Nulla, di fatto, hanno potuto opporre la sinistra cosiddetta riformista , né quella cosiddetta antagonista. 

E c'erano una volta i partiti

I partiti, tutti i partiti, sono ormai solo pallide ombre di ciò che furono nel tempo storico in cui più ci si avvicinò all’utopia sottesa all’ideale democratico : il governo del popolo. Da qui la nostra impresa.
Ripartire – in direzione opposta e contraria- nella ricerca di una cittadinanza piena, quindi da un’alleanza tra cittadini il cui scopo è quello di recuperare rappresentanza politica per un’intera comunità.E’ questo ciò che noi chiamiamo Coalizione civica per Bologna. Niente a che vedere con le vecchie liste civiche, o con tentazioni populistiche a buon mercato o con le liste civetta che a Bologna si preannunciano come foglie di fico per coprire le terga del partito post – democratico.

Siamo qui per fare il ballo dello sgombero, e per vincere

Gli arruffati tentativi cosmetici del Pd, mentre s’avverte una possibilità di cambiamento del clima in Europa , non c’ingannano. Più delle parole contano i fatti. C’è un sipario, di propaganda bugiarda che va strappato. A tal fine conviene, in premessa, esser chiari di fronte ai bolognesi. Noi non abbiamo nessuna propensione alla logica ricattatoria del voto utile. Il sindaco Merola ci chiede di “pensarci bene se davvero vogliamo arrivare al ballottaggio”. Per conto mio ci ho ben pensato. A lungo.
Sindaco Merola : noi siamo qui per fare il ballo dello sgombero. Non ci muoviamo per meno di questo. Possiamo riuscirci oppure no. Ma questa è la nostra ferma intenzione. Non siamo in cerca di strapuntini. Vogliamo vincere insieme ai cittadini. Se i bolognesi lo vorranno. In quest’avventura ci leghiamo all’albero maestro . Non ci saranno sirene in grado di smuoverci.

Cinque idee forza per Bologna

Ciò chiarito, tanto per non lasciar spazio ad equivoci di sorta, nei prossimi giorni e mesi e nel corso della campagna elettorale vera e propria avanzeremo cinque idee forza per Bologna nel momento in cui i dogmi liberisti cominciano , finalmente ad esser messi in discussione da più parti. Io qui , anche a rischio d’esser largamente approssimativo, posso solo avanzare quella che considero l’idea di fondo, che motiva la nostra impresa. In qualche modo il filo d’Arianna per uscire dal labirinto di una decadenza e di un degrado insopportabili della politica e dell’amministrazione cittadina.

Direzione opposta e contraria, ho detto poc’anzi. Cosa significa , esattamente?
Vediamo se siamo tutti d’accordo, poiché questo deve divenire l’asse di tutto il nostro impegno.
Si tratta nientemeno che di stabilire la priorità assoluta delle politiche pubbliche. C’è un vuoto drammatico che a partire da Bologna va colmato. È lo spazio cha resta aperto tra mecenatismo illuminato e solidarietà caritatevole. E’ lo spazio che dovrebbe esser riempito da politiche sociali pubbliche mentre nel divorzio tra politica e potere decisionale questo spazio diventa luogo di svendita all’incanto di interi pezzi del welfare cittadino. Per me è invece giunto il momento di ridare ruolo ad un sistema pubblico sia pure fortemente ristrutturato , flessibile , adeguato a nuove domande, bisogni, necessità tanto di gruppi sociali che di singoli individui. E ciò non sminuisce affatto , anzi deve aiutare la costruzioni di reti di solidarietà orizzontali tra cittadini. Cittadini che si tengono per mano.
Guidati da un’idea di libertà che s’associa sempre alla solidarietà. Questa per noi è la via maestra.
Questa la base ideale del nostro ingaggio. Il sistema pubblico deve divenire lo strumento più forte nelle mani dei cittadini per opporsi allo smantellamento progressivo delle politiche sociali. Questa è la condizione primaria per affermare una cittadinanza politica piena.

Contrastare il liberismo che s'è fatto strada anche qui, nella sinistra

Al contrario, oggi le politiche sociali sono spesso oggetto di una vera e propria commercializzazione , mentre si privatizzano in tutto o in parte aziende strategiche il cui compito dovrebbe essere quello di difendere e valorizzare i beni comuni. Il paradigma neoliberista ha fatto scuola anche a Bologna.
Anzi a Bologna, paradossalmente, si è cercato di svolgere il ruolo di primi della classe in omaggio al cambia verso renzista, salvo cercare di accreditare una repentina svolta sociale alla venticinquesima ora. A qualcuno può girar un po’ la testa con tutti questi giri di valzer. Non a noi. Noi guardiamo anzitutto alle nostre periferie caratterizzate da una condizione di insicurezza generalizzata. Laddove la gente vede, tocca con mano, che la politica non guida : s’accorge che al volante non c’è più nessuno. Laddove i cittadini percepiscono il carattere imbelle, incerto e subalterno dell’attuale amministrazione. E così aumentano rassegnazione, sfiducia, e alla fine passività. Votare diventa inutile mentre i partiti si assomigliano come gocce d’acqua e forniscono con parole diverse le stesse ricette. Il sistema pubblico sottoposto al prolungato waterboarding delle dottrine liberiste subisce un netto crollo di autostima. E’ una profezia che si autoavvera. A forza di bastonare quel cane, considerando il pubblico, sempre e comunque , sinonimo di spreco e inefficienza e appaltandone funzioni strategiche, l’inefficienza subentra inevitabilmente insieme alla demotivazione di ogni operatore pubblico.

Affermare e riqualificare il sistema pubblico

Alla lunga, esternalizzando la gestione di servizi pubblici e sociali a tutto vantaggio del privato e della sua ricerca di profitto, magari con contratti d’appalto a lunga scadenza, è ovvio che quest’ultimo diviene sempre più “competente” succhiando linfa, come un vampiro, dalla lunga esperienza degli operatori pubblici.Con la conseguenza di erodere e consumare la stessa nozione di cittadinanza dato che i cittadini fruitori dei servizi pubblici essenziali non hanno più come riferimento l’ente pubblico ma entità aziendali private. Situate in un altrove nebbioso, non raggiungibile. Dunque per noi il sistema pubblico locale va riqualificato in profondità e poi rinvigorito e rilanciato come strumento essenziale per il perseguimento dell’interesse generale e del bene comune. Solo allora il rapporto con il privato, a tutti i livelli potrà avvenire su di un piede di parità, salvaguardando rigorosamente l’interesse generale della comunità. bolognese. Fuori finalmente da mascherature e illusionismi tanto più provinciali e ingannevoli quanto più tradotti in inglese.

Il Project financing è una fregatura, il People Mover e il Passante Nord anche

Il Project financing è sempre una fregatura. Il People Mover rimane un costoso trenino volante di cui non s’avverte la necessità. Il global service con contratto novennale serve solo a stabilire una inattaccabile situazione di monopolio. Non capisco perché non hanno tradotto in anglo anche il Passante Nord che serve solo a coprire la vergogna di non avere un’idea e una proposta sull’adeguamento della tangenziale dopo un cinquantennio. Ne abbiamo abbastanza di tutto questo e di molto altro che per brevità vi risparmio. Ridare forza e dignità ed efficacia sociale al Comune .
Primo compito dell’alleanza tra bolognesi che proponiamo. Ma c’è un secondo obiettivo collegato al primo che deve caratterizzare il nostro impegno. Infatti alla costruzione di un forte potere locale, che il Comune deve incarnare come istituzione di governo generale,eletta a suffragio universale si oppone una politica governativa con tutta evidenza protesa a riservare al solo governo centrale ogni capacità di residua manovra finanziaria .

Le cattive riforme e l'uomo solo al comando

Il combinato disposto della legge elettorale nazionale, del senato non elettivo e della manomissione sottotraccia del titolo V della costituzione punta a sfigurare per sempre tutto il sistema delle autonomie locali. Si rubano letteralmente, nottetempo, all’insaputa dei cittadini elettori competenze , funzioni e risorse da mettere in capo ad uno Stato fortemente centralizzato. Dopo la buffonesca e straniante abolizione delle Province tocca alle Regioni da quella via che son sputtanate da rimborso poli e tocca anche ai Comuni. Così il partito post – democratico allontana ciò che rimane del potere pubblico dai cittadini ancora di più.

Le ragioni politiche sono ovvie. Ci può essere solo un sindaco d’ Italia: il capo del governo eletto da un parlamento di nominati. Detta in modo prosaico : a Renzi servono poteri esclusivi e risorse per farsi bello in TV e andare a voti. In modo meno prosaico a me che son anziano ricorda inevitabilmente ciò che si proponeva un vecchio progetto: si chiamava Piano di rinascita democratica.

Nel progetto attualizzato ai giorni nostri ai comuni viene carinamente riservato il ruolo di discarica dei problemi: si parli di tassazione, di lavoro, di casa, d’immigrazione o di ambiente. Ciò mentre i sindaci del PD di tutta la l’area metropolitana bolognese (istituzione peraltro del tutto fantasmatica) non trovano di meglio che dilettarsi a giocare ad X Factor alla Festa de L’unità. E Fassino all’ANCI fa da palo a Renzi. 

Serve un'alleanza tra territori

Da qui la seconda caratteristica della Coalizione Civica : quella di far crescere un’alleanza tra territori indispensabile per reagire nel più vasto campo nazionale alla subdola operazione in corso. O vogliamo lasciare che la Lega s’intesti questa sacrosanta reazione? Lo faremo a partire dalla contestazione radicale del cosiddetto patto di stabilità interno, diretta conseguenza di quello sciagurato fiscal compact europeo i cui devastanti risultati sociali sono sotto gli occhi di tutti.

A questo punto dovrei parlarvi di tante altre cose. Dal governo della città metropolitana già pregiudicato da una proposta di riforma dei quartieri di fronte alla quale non si sa se ridere o piangere. Di una nuova progettualità e gestione nel campo della manutenzione fisica e civile della civile Bologna. Il diavolo s’ annida nei dettagli anche a Bologna. E qui abbiamo già messo in fila un lungo elenco di proposte volte ad alleviare le pene dei cittadini a rendere meno difficile la loro vita .
Le renderemo note , lungo tutto il corso della campagna elettorale che per noi inizia stasera.

Una campagna elettorale diversa

Ma non basta. Avverto l’esigenza di rompere con lo schema delle solite campagne elettorali.
Bisogna interrogarsi su questa necessità se si vogliono riportare cittadini alle urne. Per esempio.
Forse conviene valutare tempi e modi per svolgere incontri pubblici con i bolognesi per dare loro la parola ,senza rete, senza istruttorie ingessate, senza remore ad ascoltare critiche e proposte. Senza relazione, senza slogan , senza conclusioni. Senza vana chiacchiera propagandistica.

Perché c’è un altro muro a Bologna che va abbattuto oltre a quello d’Ungheria , Sindaco Merola : è quello del silenzio amaro e rassegnato dei cittadini comuni, di quelli che non han più voce , che non sono coinvolti in nessuna associazione o gruppo di pressione. Un muro costituito da tante pietre di solitudine individuale, soprattutto delle persone più anziane. Sarà perché invecchio, ma quando entro in una farmacia o in un bar di periferia vedo lì raccolta un’umanità dolente e silente. Gente che sembra come gettata in un canto. Dimenticata. Non so se riusciremo a ridar loro la parola. So. Lo so per certo che val la pena tentare. Così ricostruendo, passo dopo passo, un’idea di comunità. Destini che s’intrecciano, tra generazioni e origini diverse. Il presente e il futuro dei bolognesi di oggi.

Bologna e l'Italia

Anche per questo, lo voglio avvertire, noi proporremo nei prossimi mesi un vero e proprio progetto di sviluppo, radicalmente alternativo all’andazzo attuale, che ricollochi la lunga tradizione sociale di Bologna, a partire dal mondo del lavoro, in modo nuovo nel panorama nazionale ed europeo. Ne parleremo in seguito. Nel dettaglio. Adesso devo avviarmi a concludere inviando un messaggio che spero giunga forte e chiaro ai destinatari. Vi sono, com’è noto, lavori in corso in campo nazionale il cui nobile e commendevole scopo è quello di costruire un’alternativa politica al partito della nazione.
Personalmente guardo con rispetto e simpatia a questo tentativo. Non sarei sincero tuttavia se non avvertissi che le elezioni comunali della prossima primavera a Bologna non sono la miglior occasione per testare un progetto di questa portata e ambizione. In ogni caso nella nostra città a me sembra semplicemente obbligatorio riportare, preventivamente, i cittadini alla politica, al di là delle passate appartenenze partitiche, attraverso un passaggio autenticamente civico. Troppe occasioni mancate , prove fallite, attestano questa necessità.

Il passaggio a Nord Ovest

Il mio invito è dunque quello a sostenere e confluire individualmente in questo passaggio civico: una sorta di passaggio a Nord Ovest, ponte verso una riappropriazione della politica da parte di un’intera comunità che si ritrova libera e per questo solidale ad esercitare, nel momento elettorale, una piena cittadinanza. Spero che quest’invito venga inteso nel modo giusto. Per quanto ci riguarda, noi ci lasciamo alle spalle ogni fardello. Per noi un’intera stagione è conclusa definitivamente. Si tratta di inaugurarne una nuova. Basta dunque con le solite solfe di una sinistra piagnona, cerchiamo di andare liberi, veloci e scaltri verso la mèta. Leggeri. La leggerezza di chi non ha interessi particolari da difendere se non quelli che riguardano i beni comuni, tra i quali il patrimonio di esperienza umana, di cultura, di lavoro e di partecipazione attiva e critica di un’intera comunità.

Proposito ambizioso. Certo. Qualcuno potrebbe dire: vaste programme. Resta fermo che noi, non ci muoviamo per meno di questo. Per Bologna.
PS. Nonostante il mio chiaro proposito più volte reiterato anche a mezzo stampa c’è ancora qualcuno che mormora di una mia nascosta intenzione. Quella, alla fine di candidarmi. Il solito Zani , in agguato dietro la siepe. Un tipaccio rancoroso. Uno che vuol fare un dispetto al PD.
Se c’è ancora qualcuno che pensa così, delle due l’una , o è un ingenuo in buona fede o è un cretino.
Dato che , con ogni evidenza non può certo capeggiare una Coalizione civica un avanzo di politica qual io sono. Fiero di esserlo, naturalmente.

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